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Sysresccd-manual-it How to personalize SystemRescueCd

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Introduzione

La possibilità di creare la propria versione di SystemRescueCd era una caratteristica richiesta frequentemente. Ora è possibile farlo. Questa documentazione funziona con SystemRescueCd-1.1.0 e versioni più recenti.

Questo significa che si potranno aggiungere files al file immagine compresso sysrcd.dat, che sarà il file system di SystemRescueCd. Per esempio, si possono aggiungere script che fanno un intero backup di un server, o un programma binario di cui si ha bisogno. E' anche possibile aggiungere files di dati, per avere tutto sul CDRom (dati e files di sistema che permetteranno di ripristinare i dati). Tuttora, non è possibile cambiare il kernel. Se si ha bisogno di miglioramenti del kernel, si prega di inoltrare richieste nei forum.

L'obiettivo è di produrre un nuovo file immagine ISO, con un sysrcd.dat aggiornato. Per poter fare la propria versione di SystemRescueCd, si avrà bisogno di una versione recente ufficiale di questo CDRom e una partizione con accesso in lettura e scrittura da linux, con almeno 850MB. Se si crea una versione molto grande del CDRom, si avrà bisogno di molto più spazio.

Questa operazione richiede una grande quantità di memoria (entrambe, RAM e spazio sull'Hard Disk). Se non si dispongono di 128MB di RAM, e almeno 850MB liberi sul proprio Hard Disk, l'operazione fallirà. Si può creare una partizione di swap per evitare problemi con il passaggio squashfs nello script.

Si potrebbe anche essere interessati nella procedura che spiega come costruire un SystemRescueCd con il proprio kernel. Basicamente, si compila prima un nuovo kernel e poi si crea un disco personalizzato usando un nuovo kernel e i suoi moduli.

Uso

Tutta la personalizzazione è processata dal sistema del CDRom con uno script. Questo significa che bisogna masterizzare la versione ufficiale, avviare il computer con questa versione ufficiale di SystemRescueCd, e quindi si è in grado di creare la propria versione. Lo script dev'essere eseguito dal sistema del CDRom, perchè è più facile da usare in questa maniera. Si è sicuri di installare tutti i programmi. Se lo script fosse progettato per avviarsi da qualsiasi sistema linux installato, si dovrebbero installare molti programmi, come un modulo per il kernel, e sarebbe molto più complesso. Ecco le istruzioni da seguire per creare la propria immagine ISO. Assumiamo che la partizione /dev/sda1 sia formattata per linux (ext2, ext3, reiserfs, reiser4, xfs, jfs, ...), e che abbia almeno 850MB liberi. Dev'essere una partizione linux, perchè gli altri filesystem come FAT, NTFS non supportano link simbolici e permessi sui files. Se si dispone solo di una partizione FAT, si può creare una immagine filesystem virtuale dentro la partizione FAT:

mount /dev/sda1 /mnt/fat
cd /mnt/fat
dd if=/dev/zero of=fsimage bs=1M count=850
mke2fs -F -q  fsimage
mount -t ext2 -o loop fsimage /mnt/custom

Se si usa l'opzione di avvio docache, il disco originale SystemRescueCd, dev'essere montato quando si esegue il primo passo (estrazione) dello script.

Questa procedura creerà una cartella customcd alla radice di questa partizione. Tutti i files che si trovano in altre cartelle, non saranno modificati da questo script. Se si dispone di una vecchia versione di questo CDRom personalizzato in questa cartella, si consiglia di fare un backup. Tutti i files di /dev/sda1/customcd potrebbero andare persi! Si noti che bisogna tenere il nome /mnt/custom che abbiamo usato in questo esempio. Non si può semplicemente usare /mnt/un-altro-nome. Per aggiungere nuovi pacchetti al proprio rescuecd personalizzato, si avrà bisogno di sysresccd-1.1.0 o versione più recente.

Per favore, inviate domande circa la personalizzazione in questa sezione del forum: http://www.sysresccd.org/forums/viewforum.php?f=25

Passo-01: Montare la partizione di lavoro

mount /dev/sda1 /mnt/custom

Se non si vuole che la cartella temporanea principale venga scritta alla radice di /mnt/custom, si può scegliere un'altra cartella. Per esempio, se lo spazio libero è una condivisione NFS, si può provare così:

mount -o bind /mnt/nfs/remote-directory /mnt/custom

Passo-02: Estrarre i files correnti dall'immagine sysrcd.dat

/usr/sbin/sysresccd-custom extract

Se non si verificano errori, tutti i files della immagine squashfs dovrebbero essere copiati in /mnt/custom/customcd/files

Passo-03: Personalizzare files (opzionale)

Si possono personalizzare i files che si sono appena estratti. Si può fare questo dal SystemRescueCd, ma è possibile anche riavviare il computer e farlo da qualsiasi altro sistema linux installato. Se si sceglie di riavviare, bisognerà riavviare con il SystemRescueCd, e montare i files di nuovo (seguire il passo-01 di nuovo). Tuti i cambi devono essere fatti nella seguente cartella: /mnt/custom/customcd/files/ (questa è la radice del nuovo filesystem).

Passo-04: Aggiungere i propri pacchetti (opzionale)

Questa caratteristica principale, è stata introdotta nel SystemRescueCd-1.1.0-beta8. Permette di aggiungere nuovi pacchetti al SystemRescueCd usando il pacchetto di strumenti gestionali avanzato di Gentoo-Linux. In altre parole se si ha bisogno di un programma che non è fornito con l'ufficiale SystemRescueCd, e questo package è supportato da Gentoo, allora si possono usare comandi Gentoo come emerge e equery per gestire i pacchetti. Gentoo è basato sui sorgenti, quindi questi strumenti scaricheranno automaticamente i sorgenti e compileranno il programma e tutte le sue dipendenze mancanti.

Passo-04a: Requisiti per compilare nuovi programmi

SystemRescueCd-1.1.0 è distribuito con strumenti di sviluppo (come gcc, automake, autoconf, cmake, ...) perchè questi strumenti sono necessari per compilare nuovi programmi. Sono necessari anche files header. Per esempio, installare e compilare un programma GTK richiede i files header GTK. Ecco perchè i files header importanti non sono stati rimossi dal SystemRescueCd ufficiale. In ogni caso, si potrebbe voler installare un programma che ha altre dipendenze, e questi files header possono essere stati rimossi per risparmiare spazio. Per questa ragione si potrebbe aver bisogno di reinstallare dipendenze anche se sono già parte del sistema, secondo il sistema di amministrazione dei pacchetti.

Questa documentazione fornisce la conoscenza base di cui si ha bisogno per usare gli strumenti Gentoo. In caso di problemi o di usi più avanzati, occorre leggere la documentazione ufficiale di Gentoo. Non dovrebbe essere un problema, dato che Gentoo è documentata molto bene.

Il sistema di amministrazione dei pacchetti di Gentoo è basato su portage. Offre il supporto per ogni pacchetto che può essere installato. Il supporto è implementato come uno script ebuild che contiene tutte le istruzioni richieste per scaricere i sorgenti, le dipendenze, per compilare e installare i pacchetti. Gli ebuilds portage sono memorizzati in /usr/portage ma questa cartella è abbastanza grande (circa 400 MB decompressa), quindi non è fornita nel SystemRescueCd ufficiale, e occorrerà scaricare e estrarre il nuovo portage.

Da non dimenticare che si potrebbe aver bisogno di una quantità di spazio molto grande per compilare e installare i nuovi pacchetti e le loro dipendenze. Quindi è raccomandato avere molti Gigabytes di spazio libero in /mnt/custom.

C'è bisogno anche di una connessione internet per scaricare un tarball recente di portage e i sorgenti dei pacchetti. Nel caso il computer col quale si sta lavorando non fosse connesso ad internet, si può scaricare il materiale da qualche altra parte e copiare i files a mano (usando una penna USB per esempio). I sorgenti dei pacchetti devono essere copiati in /usr/portage/distfiles nel SystemRescueCd chrooted. Questa cartella sarà accessibile in /mnt/custom/customcd/files/usr/portage/distfiles se si è rispettata la procedura.

Passo-04b: Scaricare ed estrarre uno snapshot recente di portage

Prima di tutto, occorre scaricare un archivio di un recente snapshot. Gentoo fa un rebuild dell'archivio ogni giorno, quindi il miglior portage che si può ottenere è quello del giorno prima. L'archivio si chiama portage-AAAAMMGG.tar.bz2. Si può anche scaricare la versione Izma che ha un rapporto di compressione migliore se si vuole risparmiare banda e tempo di scaricamento. Ecco un mirror ftp dove si può trovare un portage recente.

Ora bisogna creare la cartella dove verranno decompressi i files:

mkdir -p /mnt/custom/customcd/files/usr/portage/distfiles

Ecco come estrarre la versione bzip2 (buona compressione):

tar xfjp /path/to/portage-YYYYMMDD.tar.bz2 -C /mnt/custom/customcd/files/usr/

Per essere sicuri che portage è stato decompresso nel giusto posto, bisognerebbe assicurarsi che la seguente cartella esista:

cd /mnt/custom/customcd/files/usr/portage/sys-kernel/vanilla-sources 

Passo-04c: Chroot nell'ambiente sysresccd

I comandi di installazione devono essere eseguiti dal temporaneo SystemRescueCd. Per questa ragione, dobbiamo eseguirli in un ambiente chrooted:

mount -o bind /proc /mnt/custom/customcd/files/proc
chroot /mnt/custom/customcd/files /bin/zsh

Si può controllare che si è in un ambiente chrooted elencando gli ebuild per i sorgenti vanilla:

ls -l /usr/portage/sys-kernel/vanilla-sources

Per abbandonare l'ambiente chrooted, bisogna solo digitare exit dalla shell (non farlo adesso), e smontare /mnt/custom/customcd/files/proc.

Passo-04d: Come installare un nuovo pacchetto

Ora, installiamo un nuovo pacchetto. Si possono vedere tutti i pacchetti supportati andando in /usr/portage. Tutti i pacchetti sono in una categoria (come app-editor e ogni versione supportata è implementata in un file separato ebuild. Prendiamo solo unesempio, quindi consideriamo di voler installare leafpad. E' un editor di testo leggero basato su GTK.

Si può vedere il seguente script ebuild: /usr/portage/app-editors/leafpad/leafpad-0.8.14.ebuild. Questo è lo script che sarà usato quando si installerà il pacchetto.

Prima di tutto possiamo eseguire emerge con l'opzione -p e -v per vedere di che altri pacchetti si ha bisogno e come si compilerebbe:

# emerge -pv app-editors/leafpad
These are the packages that would be merged, in order:
Calculating dependencies... done!
[ebuild  N    ] app-editors/leafpad-0.8.14  USE="-emacs" 264 kB
Total: 1 package (1 new), Size of downloads: 264 kB


Significa che questo è un nuovo pacchetto (flag 'N'), e tutte le dipendenze sono già installate.

Ora si possono scaricare tutti i files sorgenti che sono richiesti per compilare questo programma:

# emerge -f app-editors/leafpad
WARNING: repository at /mnt/sysresccd/sysresccd-110/portage-overlay is missing a repo_name entry
Calculating dependencies... done!
>>> Fetching (1 of 1) app-editors/leafpad-0.8.14 for /
>>> Downloading 'http://distfiles.gentoo.org/distfiles/leafpad-0.8.14.tar.gz'
--2008-07-27 15:22:33--  http://distfiles.gentoo.org/distfiles/leafpad-0.8.14.tar.gz
Resolving distfiles.gentoo.org... 216.165.129.135, 156.56.247.195, 140.211.166.134, ...
Connecting to distfiles.gentoo.org|216.165.129.135|:80... connected.
HTTP request sent, awaiting response... 200 OK
Length: 269496 (263K) [application/x-gzip]
Saving to: `/usr/portage/distfiles/leafpad-0.8.14.tar.gz'
100% [===============================================>] 269,496   223K/s   in 1.2s
2008-07-27 15:22:34 (223 KB/s) - `/usr/portage/distfiles/leafpad-0.8.14.tar.gz' saved [269496/269496]
* leafpad-0.8.14.tar.gz RMD160 SHA1 SHA256 size ;-) ...    

Se non si dispone di accesso internet su questa macchina, lo scaricamento fallirà. Si può copiare la URL, scaricarlo su un'altra macchina, e copiare il file in /usr/portage/distfiles/ (locazione nell'ambiente chrooted). Non si deve eseguire emerge -f prima di installare un nuovo pacchetto, in quel caso emerge lo scaricherà durante l'installazione.

Per installare il pacchetto, basta eseguire emerge su quel pacchetto senza opzioni:

# emerge app-editors/leafpad
Calculating dependencies... done!
>>> Verifying ebuild manifests
>>> Building (1 of 1) app-editors/leafpad-0.8.14 for /
* leafpad-0.8.14.tar.gz RMD160 SHA1 SHA256 size ;-)         [ ok ]
* checking ebuild checksums ;-)                             [ ok ]
* checking auxfile checksums ;-)                            [ ok ]
* checking miscfile checksums ;-)                           [ ok ]
>>> Unpacking source...
>>> Unpacking leafpad-0.8.14.tar.gz to /var/tmp/portage/app-editors/leafpad-0.8.14/work
>>> Source unpacked.
>>> Compiling source in /var/tmp/portage/app-editors/leafpad-0.8.14/work/leafpad-0.8.14
...
...
...

Passo-04e: Soluzione di una raccolta di problemi

Molti files sono stati rimossi da SystemRescueCd, affinchè il sistema possa essere più leggero. Per esempio, molti files header sono stati rimossi, dato che non sono richiesti per eseguire il software. Il problema è che questi files potrebbero essere necessari per compilare nuovi programmi. E' la ragione per la quale teniamo files header importanti (come i files header GTK) perchè molti programmi che si desidera installare richiedono questi header. Ma a volte si può ricevere un insieme di errori a causa di questo. Per esempio, se si prova ad aggiornare mozilla-firefox, probabilmente verrà lamentata una mancanza di files header come prtypes.h e la compilazione fallirà. Questo file header appartiene a dev-libs/nspr, che è una dipendenza di mozilla-firefox. Questo tipo di file header è stato rimosso perchè non tanti nuovi programmi potrebbero aver bisogno di dev-libs/nspr e questi file usavano troppo spazio nel sistema.

Perciò, ciò che si deve fare è reinstallare le dipendenze usando emerge, così che questi files header siano rienstallati sul proprio sistema. Per vedere quali sono le dipendenze di un pacchetto, si può eseguire emerge -epv <nome-pacchetto>, elencherà tutte le dipendenze di un programma:

# emerge -epv sys-devel/binutils
  These are the packages that would be merged, in order:
  Calculating dependencies... done!
  [ebuild   R   ] sys-devel/gnuconfig-20080123  0 kB
  [ebuild   R   ] sys-apps/findutils-4.3.13  USE="-nls (-selinux) -static" 0 kB
  [ebuild   R   ] sys-devel/binutils-config-1.9-r4  0 kB
  [ebuild   R   ] sys-devel/binutils-2.18-r3  USE="-multislot -multitarget -nls -test -vanilla" 17 kB
  Total: 4 packages (4 reinstalls), Size of downloads: 17 kB


Passo-04f: Sommario dei comandi Gentoo

Gentoo fornisce un sistema di amministrazione molto potente e pacchetti altamente personalizzabili. Non è possibile descrivere tutto qui, però ecco le cose più importanti che si potrebbe voler fare:

  • controllare come sarà installato un pacchetto e quali sono le sue dipendenze:
emerge -pv <package-name>
  • scaricare i sorgenti di un pacchetto e di tutte le dipendenze che devono essere installate:
emerge -f <package-name>
  • elencare gli indirizzi dei files richiesti per installare un pacchetto:
emerge -pf <package-name>
  • installare un pacchetto e tutte le sue dipendenze:
emerge <package-name>
  • disinstallare un pacchetto ma tenere le sue dipendenze:
emerge -C <package-name>
  • chiedere a che pacchetto appartiene un file:
equery belongs /path/to/a/file
  • vedere tutti i files che appartengono a un pacchetto:
equery files <package-name>
  • vedere la lista di tutti i pacchetti installati:
equery list

Passo-04g: Stati dei pacchetti in Gentoo

Ecco alcune cose utili da sapere circa lo stato dei pacchetti. Potrebbe essere richiesto in caso che un pacchetto che si necessiti, è marcato come unstable.

  • In caso si voglia installare un pacchetto marcato come stable (ha la parola chiave 'x86') non ci dovrebbero essere problemi.
  • Se si desidera installare un pacchetto che non è marcato come stable (ha la parola chiave '~x86'), bisognerà aggiungere il nome del pacchetto (e possibilmente le sue dipendenze) in /etc/portage/package.keywords. Ecco un esempio:
echo "www-client/mozilla-firefox ~x86" >> /etc/portage/package.keywords
  • Se il pacchetto di cui si ha bisogno è nascosto, bisognerà aggiungerlo a /etc/portage/package.unmask.
  • Per installare una versione vecchia di un pacchetto, si possono nascondere le nuove versioni in /etc/portage/package.mask.
echo ">=www-client/mozilla-firefox-3.0" >> /etc/portage/package.mask

Passo-05: Rimuovere materiale inutile dal sistema (opzionale)

SystemRescueCd-1.1.0 è distribuito con strumenti di sviluppo (come gcc, automake, autoconf, cmake, ...) perchè questi strumenti sono necessari per compilare nuovi programmi. Sono utili solo quando si installano nuovi pacchetti, quindi possono essere rimossi se si è sicuri che non si personalizzerà più il proprio SystemRescueCd . Si potrebbe anche voler eliminare altri tipi di pacchetti che si considerano inutili se si vuole far diventare il proprio rescuecd più piccolo possibile. Tutti i comandi discussi in questa sezione devono essere eseguiti dall'ambiente chrooted (leggere la sezione precedente per sapere come fare il chroot).

Si è liberi di disinstallare pacchetti usando unmerge -C <pkg1> <pkg2> <pkg3> ... se si considera che non saranno più necessari, e se si desidera che il sistema occupi meno spazio. Attenzione: è possibile rovinare il sistema con questo comando. E' sempre possibile disinstallare i comandi Gentoo stessi come emerge usando emerge -C, ma bisogna disinstallare tutti i pacchetti in una volta sola: il comando si disinstallerà da solo, quindi non sarà più disponibile dopo.

Se è stato estratto un archivio portage (come portage-AAAAMMGG.tar.bz2), bisognerà rimuovere i files portage, dato che usano tanto spazio. Quindi bisognerà pulire /usr/portage, dato che questi files sono gli unici necessari per installare nuovi pacchetti:

rm -rf /usr/portage/*

Per aiutare gli utenti a rendere il sistema più piccolo, abbiamo creato nuove categorie di software che si potrebbe voler rimuovere. Al momento, sono state create solo due categorie: devtools e x11tools. La prima contiene tutto il materiale di sviluppo e i comandi gentoo. Si dovrebbe rimuovere questo modulo solo se si è sicuri che non si installeranno altri pacchetti. La seconda categoria è x11tools. E' stata introdotta in SystemRescueCd-1.1.2. Contiene tutti i pacchetti grafici. Quindi si può disinstallare x11tools se si vuole usare SystemRescueCd solo per programmi da terminale, e se si vuole che il sistema sia più piccolo o veloce ad avviarsi dalla rete o fare cache in memoria con l'opzione docache.

E' stato sviluppato un comando per aiutare a rimuovere queste categorie, questo strumento è fornito con SystemRescueCd-1.1.0 e versioni più recenti. Ecco come usarlo:

sysresccd-cleansys devtools

Deve essere eseguito da ambienti chrooted, non come sysresccd-custom che è eseguito dall'ambiente principale.

Occorreranno pacchetti da devtools per gestire i pacchetti. In altre parole si potrebbe non essere in grado di installare o rimuovere pacchetti se si rimuove il pacchetto devtools. Quindi se si vuole rimuovere entrambi devtools e x11tools dal sistema, bisogna disinstallare prima x11tools, o entrambi allo stesso tempo:

sysresccd-cleansys devtools x11tools

Si dovrebbe anche considerare di rimuovere /var/cache/edb/dep/ dato che questa cartella contiene la cache che rende più veloce emerge. Non si rovinerà nulla, renderà solo emerge più lento se verrà usato in futuro:

rm -rf /var/cache/edb/dep/

Passo-06: Creare la nuova immagine squashfs

Se si sono installati nuovi pacchetti usando l'ambiente chrooted, bisogna assicurarsi di aver smontato /mnt/custom/customcd/isoroot/proc. Per fare ciò, occorre solo eseguire unmount una volta fuori dall'ambiente chrooted:

umount /mnt/custom/customcd/files/proc

In questo passo, vengono letti tutti i files da /mnt/custom/customcd/files/ e messi nella nuova immagine squashfs. La nuova immagine squashfs è copiata in /mnt/custom/customcd/isoroot/sysrcd.dat, ma di questo non bisogna preoccuparsi.

Un filesystem squash è compresso con entrambi gzip o lzma. Gzip è molto veloce (in compressione e decompressione) ma non molto efficiente (il file è abbastanza grande). Lzma è molto efficiente (rapporto migliore di bzip2) ma è molto lento a comprimere (più lento di bzip2). La buona notizia è che lzma decomprime più velocemente di bzip2, così che il sistema non sarà troppo lento (i blocchi sono decompressi mentre si usa il sistema e si legge il filesystem squash dal cdrom). Così se si desidera un SystemRescueCd personalizzato abbastanza piccolo, bisognerebbe usare lzma. Sarà lento solo una volta, quando si comprime l'immagine squash. Lzma è l'algoritmo squashfs di default per SystemRescueCd. Se non si vuole usare lzma, bisogna modificare /usr/sbin/sysresccd-custom aggiungendo l'opzione -nolzma alla linea nella quale esegue mksquashfs.

Per creare il nuovo filesystem squashfs, eseguire solo questo comando:

/usr/sbin/sysresccd-custom squashfs


Passo-07: Aggiungere files all'immagine ISO (opzionale)

Per default, occorre solo il grande file di immagine squashfs e la cartella isolinux. Il CDRom può funzionare con solo questi due elementi sul disco. In questo passo, si può aggiungere altri files all'immagine ISO, fuori dall'immagine squashfs. Per esempio, si possono mettere grossi files di backup dentro il CDRom, e fuori l'immagine squashfs, per evitare di sovraccaricare la squashfs. Se si è interessati ad aggiungere tali files, occorre copiare semplicemente i files con sysrcd.dat, in questa cartella: /mnt/custom/customcd/isoroot

cp -a my-files /mnt/custom/customcd/isoroot

Si può aggiungere in autorun script alla radice del CDRom, fuori dall'immagine squashfs. Se si inserisce qui uno script autorun, può essere eseguito all'avvio. Permette di effettuare automaticamente molte mansioni, come effettuare un backup. Fare riferimento alla sezione autorun per maggiori dettagli.

cp autorun /mnt/custom/customcd/isoroot
chmod 755 /mnt/custom/customcd/isoroot/autorun

Certamente bisognerà assicurarsi che la dimensione della cartella chroot non sia troppo grande per i CDR (generalmente 700 MB). Per questo si può usare il comando du -sh /mnt/custom/customcd/.


Passo-08: Selezionare la propria tastiera (opzionale)

Nella versione ufficiale, SystemRescueCd chiede di selezionare una mappa della tastiera all'inizio. Se si vuole evitare di vedere questo menu e definire una mappa della tastiera permanente, si può eseguire questo comando:

/usr/sbin/sysresccd-custom setkmap <your-keymap>

Il secondo parametro è il nome o il numero della propria mappa della tastiera nel menu. Per esempio, gli utenti francesi useranno questo:

/usr/sbin/sysresccd-custom setkmap fr


Passo-09: Modificare le opzioni di avvio (opzionale)

Si potrebbe desiderare di modificare le opzioni di avvio (opzioni come docache' o dodhcp) nel file seguente: /mnt/custom/customcd/isoroot/isolinux/isolinux.cfg


Passo-10: Creare la nuova immagine ISO

Bisogna semplicemente digitare questo comando. Il secondo parametro da fornire è il nome del volume del CDRom.

/usr/sbin/sysresccd-custom isogen my_srcd

Passo-11: Sincronizzare i propri dischi

Prima di abbandonare il sistema e riavviare, bisognerebbe accertarsi che tutti i propri dischi siano smontati correttamente. Il modo migliore per essere sicuri di non perdere dati è smontare tutte le partizioni montate, specialmente quelle temporanee (/dev/sda1 in questo esempio), e quindi digitare sync.

cd / ; umount /mnt/custom ; sync

Passo-12: Testare e masterizzare l'immagine ISO

La nuova immagine ISO finale si trova in /mnt/custom/customcd/isofile/sysresccd-new.iso. La si può masterizzare con cdrecord, Nero, o qualsiasi altro software di masterizzazione. Se non si desidera masterizzare un CDR, lo si può testare con VMWare o qemu. Occorre dire a questo software che il drive CDRom da usare è il file dell'immagine ISO.

Risultato delle modifiche

Quando si avvia il proprio computer con la versione personale di SystemRescueCd, si possono vedere tutti i files in /mnt/livecd. Se i nuovi files appartengono alla cartella standard, si possono accedere senza problemi. Se si crea una nuova cartella nella radice del filesystem, apparirà in /mnt/livecd, ma non si vedrà nella radice del filesystem. Infatti, la radice del sistema contiene link simbolici a /mnt/livecd. Potrebbe esser necessario creare il link a mano.

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